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La più antica memoria di Malgrate si trova nell'atto di divisione rogato nel 1351, che sancisce la costruzione del nuovo feudo affidato a Bernabò (figlio di Nicolò Malaspina), essa rileva indirettamente la presenza sul colle di opere murate (il castello).Il processo di formazione del nucleo originario di Malgrate si articola in due fasi storico-costruttive ben delineate: nella prima il castello sorge isolato sulla sommità orientale del colle, strumento di controllo stategico e residenza  marchionale; nella seconda fase, le prime strutture residenziali del borgo aderiscono alla rocca, dilatando verso ovest la parte edificata. Lo schema evolutivo del complesso ricalca quello  del borgo di matrice feudale, sorto sotto la diretta dipendenza e protezione di castelli di origine gentilizia ed articolato in tracciati variabili.
Nel quadro schematico della parabola costruttiva della rocca, due sono i termini acquisiti: uno transitorio, la logica presenza di emergenze fortificate nel 1351 (probabilmente incomplete) ed uno, che definiremi finale, l'esistenza di un" castrum" ( implica la presenza di definite e rilevanti connotazioni difensive, indica chiaramente il castello completo nelle sue strutture originali)nel 1351. A questo punto,la datazione di inizio lavori, si può collocare ragionevolmente, per tuta una serie di motivazioni che andremo esponendo, nel secondo o terzo decennio del XIV secolo. Infatti nelle fonti tradizionali che attribuiscono sia a Niccolò marchese di Filattiera, sia al figlio Bernabò, primo feudatario di Malgrate, la fondazione ex-novo del castello, è possibile intuire una continuità nell'opera di costruzione iniziata da Nicolò prima della mort, forse per particolari disegni stategici o in previsione di future divisioni, e completata da Bernabò dopo la presa di possesso del feudo. L' esemplare linearità architettonica del castello di Malgrate, uno dei più validi sotto il profilo tecnico-funzionzle dell'area Lunigianese, favorisce l'identificazione delle tre componenti di base dell'impianto trecentesco: la torre, il palazzo, la cinta perimetrale. L'analisi delle parti costitutive originali del castello,   non solo mette in luce la stetta aderenza del complesso ai canoni formali della castellogia europea del Medio Evo centrale, ma  consente di ricondurre la loro messa in opera a tutto l'arco del 1300, confermandone cosi direttamente il periodo di costruzione. La snella torre cilindrica(da sempre riferimento ottico per la media valle del Magra), che si articola su sei piani voltati per un'altezza di circa 25 metri e si impone per tecnica e dimensioni sul resto delle strutture, costituisce il nucleo primario del castello; essa ebbe nel complesso originale le funzioni fondamentali, di ultima ridotta difensiva, proprie del dongione: elemento centrale, autonomo ed isolabile, parte vitale della rocca feudale periodo di costruzione.
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I collegamenti verticali fra i vani della torre sono realizzati mediante botole aperte nelle volte, presumibilmente servite da scale retrattili per poter isolare i locali superiori  da quelli caduti in mano nemica.L'opus infine, costituito da pietre di piccola dimensione, adagiate in letti orizzontali ricorrenti si distingue da quello più approssimativo delle rimanenti strutture murate.   
Il palazzo originario ebbe un'estensione inferiore a quello del perimetro murato, tale da isolare con una intercapedine di sicurezza i due elementi difensivi centrali. Il tracciato primitivo del palazzo, in mancanza di saggi archeologici diretti, si può configurare, nel suo andamento planimetrico più probabile, considerando originale il muro a ridosso del dongione e collocando quello opposto nel punto in cui due ampie lesioni verticali rettilinee, che si corrispondono in diagonale sui due muri laterali, segnalano la presenza di un muro trasversale preesistente ,ora interrato. Appartennero forse alla porta originale del palazzo le bozze del fianco ed alcuni conci dell'arco di portale che si rinvengono più internamente all'attuale muro laterale a sud; in tale posizione, l'ingresso, defilato all'accesso principale del castello, troverebbe una collocazione strategica più aderente alle connotazioni difensive del complesso trecentesco.     
Il perimetro murato, che circonda il blocco di difesa centrale, fu l'ultima parte del complesso ad essere costruita e sostituì probabilmente opere temporanee in legno o in muratura di taglio grossolano, erette in precedenza durante i lavori di costruzione del mastio e del palazzo. La linea di ronda, che percorre il giro delle mura, poggia su di una serie di contrafforti realizzati con bozze di buona squzdratura e collegati da voltine che formano numerose nicchie, adatte a contenere materiale per la difesa. Le feritoie a doppio sgancio, del tipo  " saettire" (adatte all'uso delle armi da lancio), visibili lungo tutto il piede della cinta muraria, la merlatura guelfa, benchè appaia una connotazione difensiva meno evoluta (i merli che restano a filo della cortina non rispondono ai nuovi canoni della difesa a sbalzo e piombante), fu presumibilmente adottata per non gravare, con opere aggiunte, le mura e comprometterne la stabilità, già rafforzata mediante i contrafforti interni. Sul lato ovest della cinta si apre la porta principale del castello, dela quale restano gli alloggiamenti per i bolzoni di sollevamento del ponte levatoio,azionato dal classico sistema a contrappeso. Il primo nucleo  residenziale di Malgrate si venne formando negli anni successivi al completamento del castello e, più probabilmente, contemporaneamente all'ultimo periodo costruttivo. Il tracciato originale del perimetro burgense, ancora leggibile negli allineamenti planimetrici e nelle tracce murarie superstiti, ebbe un andamento irregolarmente quadrangolare del castello, l'elemento catalizzatore di tutto il complesso. La porta di accesso al borgo  si trova ancora oggi  verso l'interno ed era servita dal collegamento vario più antico, che risaliva il colle dalla parte ovest.l'alineamento delle abitazioni del nucleo primitivo, in cui si rinvengono i tipi edilizi più antichi, mantenne una distanza "di rispetto" dal castello, soprattutto per motivi di ordine strategico ,poichè l'esistenza di case a ridosso della rocca avrebbe favorito l'avvicinamento al coperto di eventuali assalitori penetrati nel borgo.





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